filosofia dei media

  • L’ALBERO DELLA VITA: UNA LUNGA CORSA

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    Ogni organismo vivente è il punto provvisorio di una storia che prosegue da miliardi di anni. Possiamo immaginarla come una lunga corsa a staffetta che attraversa l’albero della vita, collegando le cellule di oggi ai loro antenati più remoti. In questo articolo proviamo a ripercorrere quella corsa all’indietro, fino ai confini ancora incerti dell’origine della vita.

  • SPAZI DIGITALI: UNA NUOVA INCREDIBILE VITA

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    Lo sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione ha cambiato completamente il concetto di spazio. Se in passato questo concetto poteva essere vissuto unicamente nel mondo reale, oggigiorno esistono nuovi spazi digitali che ci catapultano in luoghi nuovi e in cui la vita sembra più facile. Conoscere questi luoghi e i loro effetti sulla nostra psiche sarà utile per capire come bilanciare il rapporto tra mondo fisico e mondo digitale.

  • LA MORTE DELLA POLITICA

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    La diffusione dei media ha modificato nel tempo il modo con cui partecipiamo alla vita comunitaria. La “morte della politica” prende forma nel momento in cui l’utilizzo dei media ha posto fine all’interesse nei confronti della vita pubblica e ha ricondotto l’informazione politica all’interno della sfera privata. Le conseguenze non hanno tardato a farsi sentire.

  • IL MONDO INVISIBILE

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    Per centinaia di anni l’uomo ha pensato di vivere in un mondo fatto quasi esclusivamente di animali e piante. Ma sarà proprio così? Dai primi microscopi alle moderne tecniche di sequenziamento, la scienza ha progressivamente svelato un mondo invisibile fatto di microrganismi, straordinariamente vasto e diversificato; capace di sostenere gli ecosistemi e influenzare l’evoluzione stessa della vita. Un mondo invisibile che ci costringe a ripensare il nostro posto sulla Terra.

  • CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA: PERCHÈ “CI PIACE” ESSERE SORVEGLIATI

    tempo di lettura: 7 minuti.

    Solitamente essere osservati quando non ci se ne accorge genera in noi un sentimento di malessere e fastidio.
    Eppure nel momento in cui tale osservazione avviene all’interno dello spazio virtuale questo fenomeno pesa molto meno sui nostri cuori.
    Questo avviene perché i nostri sensi, la stragrande maggioranza delle volte, non si accorgono della sorveglianza costante a cui siamo soggetti.