TRANSUMANESIMO: QUANDO LA TECNOLOGIA VUOLE DIVENTARE NATURA
La filosofia utopica del Transumanesimo mira a sfruttare la tecnologia al fine di potenziare l’uomo per renderlo qualcosa di superiore: longevo, forte, veloce e immuni alle malattie. Tali pratiche di potenziamento potrebbero portare a conseguenze irreparabili nel nostro modo di vivere e di essere perchè così facendo supereremo un limite imposto dalla natura stessa e ci dimenticheremo della bellezza nascosta al di fuori delle cose.

CYBERPUNK 2077
Immagina:
Sei in coda da un’ora in una stanza d’ attesa di quello che sembra essere un piccolo studio medico di periferia. Dovrebbe essere ormai sera ma le luci della città che si intravedono dalla finestra fanno si che tutto sembri illuminato a giorno. E’ stata una dura giornata ma non vedi l’ora di cominciare.
Una tipa esce dall’ambulatorio con una benda di garza che le copre entrambi gli occhi.
La segretaria chiama il tuo nome.
Entri in una stanza fredda e illuminata artificialmente; un tipo con un camice da medico e una cintura piena di attrezzi da meccanico ti aspetta seduto su una sedia da ufficio mentre legge dei documenti e fuma una sigaretta. Saluti educatamente e ti sdrai sul tavolo operatorio al centro della stanza.
- “leggo dalla cartella clinica che non è la tua prima sostituzione” dice il bisturi.
- “non è il mio primo rodeo se è questo che intendi, ormai non sento più nemmeno il dolore”.
- “molto bene, perché sarà una cosa lunga: aumento della RAM, sostituzione delle ottiche Kiroshi e installazione di un acceleratore sinaptico nella corteccia frontale. Confermi ?
- “si”
L’uomo si alza, si lava le mani e viene verso di te.
- “Iniziamo dagli occhi e ci togliamo il pensiero ok ?”
- “D’accordo
Il bisturi ti inietta una dose di sedativo nel braccio e del liquido refrigerante in una tempia. La stanza gira e senti freddo. Dalla cintura degli attrezzi il bisturi estrae una sega a oscillazione e una pinza. Dalla tua faccia sta uscendo del fumo e senti un leggero odore di bruciato.
L’ultima cosa che ricordi è il bisturi che tiene in mano uno dei tuoi occhi. “E’ proprio paccottiglia” esclama sorridendo mentre osserva l’occhio alla luce della lampada scialitica.
COS’E’ IL POST-UMANO
Nella scena descritta ci troviamo immersi in una società che ha ampiamente accettato l’idea del post-umano: ovvero l’idea di individuo libero dai suoi vincoli biologici.
In una società post-umana la tecnologia ha raggiunto livelli di raffinatezza tali per cui è in grado di riprodurre e sostituire non solo parti del corpo del soggetto ma è anche in grado di riprodurre artificialmente i processi mentali che avvengono nel cervello.
La cultura della post-umanità si caratterizza per la possibilità di creare protesi bio-tecnologiche in grado di potenziare il corpo e la mente.
L’idea di un soggetto che è stato in grado di slegarsi dalle dinamiche biologiche per potenziare sé stesso mediante la tecnologia è parte integrante della filosofia del Transumanesimo.
La storia di questa utopica branca della filosofia prende le mosse da due sentimenti estremamente umani: la paura della morte e il desiderio di evitare il dolore.
Miti antichi che parlano della fontana della giovinezza e dell’elisir di lunga vita sono solo alcuni esempi che indicano come l’uomo ha sempre dovuto fare i conti con la sua fragilità mortale e con il desiderio di evadere da questa condizione.
Lo sviluppo della scienza sperimentale ha poi fatto sì che l’uomo cominciasse a capire la natura e sfruttarla per i suoi fini. Inconsciamente l’idea di transumanesimo stava prendendo sempre più forma.
Da questo momento la storia umana sarà una cavalcata tremenda e trionfale verso nuovi orizzonti tecnologici che permetteranno all’uomo di vivere sempre più facilmente e con sempre meno dolore la sua vita.
Il potenziamento tecnologico conduce l’uomo ad una vita sempre più lunga e con meno malattie ma tormentata da spettri sempre più preoccupanti quali guerre nucleari, inquinamento, sorveglianza tecnologica e appiattimento della volontà umana.

VERSO UN NUOVO CONCETTO DI UMANITA’
Il manifesto del transumanesimo mette subito in chiaro che invecchiare equivale ad ammalarsi (aging is a disease). Di conseguenza l’uomo deve potenziare se stesso nella mente e nel corpo al fine di prevalere nella lotta contro l’invecchiamento.
Il potenziamento consiste nello sfruttamento dell’ingegneria e della tecnologia biomedica per costruire un nuovo corpo attraverso l’alterazione di capacità già esistenti o la creazione di capacità nuove. E’ comunque importante sottolineare che il manifesto sottolinea la liberta umana di non essere obbligato a potenziarsi.
Il tema del corpo e dell’ambiente sono temi centrali nella filosofia transumanista: gli uomini esistono perché esiste un ambiente, di conseguenza quest’ultimo deve essere tutelato: qualsiasi tipologia di ambiente deve garantire ospitalità al corpo, sia gli spazi fisici che i nuovi ambienti digitali.La vita umana è sacra e non deve essere minacciata.
All’interno di un ambiente sano l’uomo può progredire e diventare un organismo bio-tecnologico. Intelligenza artificiale per potenziare la memoria celebrale, nanotecnologia per ripristinare la disgregazione cellulare, protesi meccaniche per potenziare il proprio fisico.
La costituzione di un nuovo tipo di uomo dovrà poi basarsi su un principio multidisciplinare: applicare nuovi gadget tecnologici al corpo ti rende semplicemente un cyborg. Il post-umano invece è in costante evoluzione fisica e morale, di conseguenza dovrà saper far maturare anche i temi dell’etica, della morale e dell’ecologia a favore dell’umanità e della tecnologia.
Il transumanesimo sostiene dunque di essere la prima filosofia che vuole sradicare le malattie da questo mondo, battersi per una vita più lunga, credere nell’ottimismo tecnologico, preservare l’ambiente e innalzare la condizione umana.
KARMA
Noi occidentali crediamo che il karma sia una forza divina: fai delle buone azioni e verrai ricompensato, compi delle cattive azioni e verrai punito.
In realtà il concetto di karma è molto più concreto di quanto si possa pensare. Il karma si basa in realtà sul concetto di causa ed effetto, ad una azione corrisponde una reazione e ogni azione presuppone un certo grado di responsabilità da parte di chi la compie.
Se applichiamo il concetto karmico al transumanesimo risulta subito ovvio come il desiderio di volersi allontanare dalla morte e dal dolore, e quindi dal nostro modo di essere semplicemente creature biologiche, sfocia in quella che i greci chiamavano hybris, la tracotanza, il desiderio di superare il limite.
Le azioni volte a voler diventare più che umani avranno delle conseguenze che potrebbero renderci molto meno umani:
Gli uomini non nasceranno più gli uni uguali agli altri perché la tecnologia migliorerà alcuni più di altri.
La nostra identità personale verrà distrutta perché non saremo altro che un insieme di carne, metallo e informazioni tutte uguali.
Ci dimenticheremo della bellezza di una vita fatta di generosi sacrifici: il piacere di aver sconfitto una malattia, la volontà di migliorarsi con le nostre sole forze, il comprendere la nostra fragilità e farne tesoro, apprezzare la vita perché prima o poi ci sarà la morte.
La visione transumana vuole riscrivere la vera essenza umana e naturale.
Forse un giorno l’umanità diventerà una specie protetta tanto quanto le foche monache del mediterraneo. Il paradosso sta nel fatto che nel nostro caso sarà l’uomo a dover salvaguardare l’uomo.
Karma […] non va inteso nel senso di dare un’importanza determinante al fato, cioè al risultato del bene e del male compiuti nel passato, ma al contrario, deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi al suo asservimento. Ciò che egli ha fatto egli stesso può disfarlo.
P. Yoganda, Autobiografia di uno Yogi
DISGREGAZIONE DELL’ESSERE
Ultimamente mi torna sempre in mente il pensiero di Heidegger:
Da Platone in poi ci siamo dimenticati che l’essenza e la bellezza della natura non deve essere ricercata nelle cose ma nel rapporto tra noi e il mondo naturale.
Platone fondò il pensiero occidentale nel momento in cui disse che all’interno delle cose (enti) è presente l’Essere. Se un ente esiste è perché c’è qualcosa (l’Essere) al suo interno che gli da forma.
Con Platone nasce quindi quella che viene chiamata metafisica, un tentativo di capire cosa sono le cose che ci circondano andando oltre i nostri cinque sensi, utilizzando quindi la ragione.
Il grande problema della metafisica di Platone, secondo Heidegger, consiste nel fatto che le cose sono l’Essere.
Heidegger ritiene invece che l’Essere non si trova veramente dentro le cose (dentro agli enti), l’Essere è qualcosa di molto più profondo che collega ogni vita e ogni cosa l’una all’altra. E’ qualcosa che non può essere spiegato con parole semplici, infatti solo i poeti sono riusciti a svelarne alcuni aspetti.
Pensare che l’Essere si trova solo nelle cose e non nella natura stessa vuol dire che possiamo vederlo, capirlo e manipolarlo. Così il pensiero umano sfrutta l’Essere presente nelle cose per tradurlo in numeri e usarlo a loro vantaggio.
Gli uomini di scienza non hanno mai capito cos’è davvero l’Essere, lo hanno interpretato a modo loro, lo hanno sfruttato e lo hanno ingabbiato nelle cose.
Il transumanesimo è il trionfo dell’Essere che si trova dentro le cose: abbiamo visto la natura, ci siamo impossessati delle sue cose e la abbiamo violentata per creare macchine che servono per facilitarci la vita. Così il rapporto tra noi e la natura è stato perso o dimenticato.
Non bisogna rinnegare la tecnica, essa è ciò che rende tale l’uomo; allo stesso modo non bisogna demonizzare la tecnologia in quanto ci ha permesso di superare le nostre limitazioni.
Occorre tuttavia saper individuare il limite da non superare per far si che l’uomo perda totalmente la sua identità di essere umano e finisca per assomigliare sempre di più ad una macchina.
Il post-umano non dovrà mai dimenticare cosa vuol dire far crescere le fragole, sentire il vento sulla pelle, emozionarsi davanti ad un tramonto. Non deve dimenticarsi di quanto la ricerca dell’Essere fuori dalle cose sia preziosa per la vita.
Se ciò verrà completamente dimenticato allora il termine post-umano sarà ancora più corretto perché non ci sarà più nessun umano.
Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra.
Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire,
dell’uomo che si chiama immagine del Divino
F. Hölderlin, In un amabile azzurro.
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ransumanesimo transumanesimo
Bibliografia
- L. Palazzani, Tecnologie dell’informazione e intelligenza artificiale, ed. Studium
- F. Fukuyama, Transhumanism, Jstor, Foreign Policy, No. 144 (Sep. – Oct., 2004), pp. 42-43
- N. Vita-More, Transhumanist Manifesto, Humanity+
- F. Viola, Umano e post-umano: la questione dell’identità

Nicolò Bacigalupi
Laureato in filosofia presso l’università di Pisa. Scrive di Filosofia contemporanea e cultura dei media sulla rivista online Cinghiale Filosofico.
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